Il progresso del pensiero razionale e positivista è a dir poco impressionante. La capacità con cui chirurgicamente l'uomo abbia asportato qualsiasi traccia di mithos dagli studi ufficiali ha quasi tratti paranormali. E perdonate l'involontario paradosso in termini.
Rimat-Ninsun, la Grande Regina dell'Uruk bagnata dalle fertili acque dell'Eufrate. Ninsun la Dea-Sacerdotessa, madre dell'eroico Gilgamesh.
Un giorno quest'ultimo entrò nel Palazzo Eccelso, per poter colloquiare con sua madre a proposito di sogni che lo avevano turbato profondamente le notti precedenti.
La prima notte vide il firmamento di Anu deriderlo dal cielo. Gilgamesh provò a sollevarlo sicuro della sua forza, ma senza alcun risultato. Nel secondo sogno il firmamento divenne una enorme ascia che violentemente si scagliava contro il Re-Sacerdote. Anche in questo caso cercò di sollevare l'oggetto, non riuscendo nel suo intento.
In entrambi i sogni, il firmamento e l'ascia si trasfiguravano in un essere umano dall'aspetto selvatico. Gilgamesh lo abbracciava come un fratello, sentendolo suo gemello.
Rimat-Ninsun sorrise alle parole del figlio e capì che era una profezia, così cristallina da essere considerabile un vero e proprio manifesto del destino. Sorrise perchè capì che Gilgamesh avrebbe trovato una persona dalla forza straordinaria, l'unica creatura capace di potersi rapportare con il Re da suo pari.
Predisse l'arrivo di Enkidu ed Enkidu arrivò. E con lui l'inizio del viaggio per l'immortalità.
Rimat-Ninsun riconosceva l'importanza dei presagi, il potere divinatorio del subconscio. Ninsun discerneva la differenza fra un buon sogno ed un brutto sogno, fra un semplice fantasticare e la realtà superna che si palesa con il suo linguaggio durante l'umano riposare. Regina di Uruk, vessillo del Mithos.
Passano i secoli, si susseguono Re e Governatori ingannevolmente eletti. Raggiungete il novecento scordandovi di Uruk, gradevolmente calpestata con eserciti e bucherellata con proiettili in svariate occasioni, e di Rimat-Ninsun.
Arriva il 1962 ed ecco giungere Walter Bonime. Un uomo fra gli uomini, psicologo di grande fama accademica. Pubblicò un libro, chiamato "Uso Clinico dei Sogni". Lo lessi a Vandemar, gli descrissi la teoria secondo il quale i sogni sono un autoinganno volto a preservare e a rafforzare un modello di vita, poichè la personalità ha una forte componente sociale e comportamentale.
Per le Nove Porte dei corrispettivi Nove Cerchi, il mio compagno di sventure sogghigna ancora ogni volta che allevio il suo mutismo con il numero del "Sogno come autoinganno.". Sono costretto ad impalare crudelmente un cucciolo umani ogni volta, per cercare di non perdere parte del mio contegno durante l'esilarente parte sulla "personalità dalla forte componente sociale".
Morale della favola? Vandemar ride di voi. Ed a ragione.
giovedì 29 marzo 2007
domenica 25 marzo 2007
Il nulla dove galleggiavo da anni era incresciosamente noioso, vi assicuro. Non era buio, nè tantomeno freddo. Era principalmente mancanza assoluta di materia, converrete quindi con me sulla difficoltà nello spiegare la irritante sensazione che si prova ad esistere nel non esistente sapendo di dover esistere.
Dopo tanto tedio, ho trovato rinfrancante notare che la realtà che vi circonda abbia pensato in maniera assolutamente autonoma a darmi piccole soddisfazioni al mio ritorno.
Quando sono caduto in quello sventurato portale, il vostro mondo di Sopra faceva già ribrezzo in maniera spaventevole. Ma io provo ribrezzo all'incirca per qualsiasi creazione dell'umano intelletto, quindi non trovavo la cosa in qualsiasi modo anomala. Ma ora siete stati capaci di disgustarmi, profondamente.
La vostra società non è pura. Oh, non lo è affatto se chiedete il mio parere. Non è nemmeno corrotta nella usuale maniera, vi manca la lucidità ed il coraggio per accollarvi responsabilità e collusioni. E' come una triste ciotola di porridge mescolata con il cucchiaio rigorosamente in senso orario per non richiamare il Diavolo. Tutto queste premure nonostate quest'ultimo sia stato già invitato sovente a colazione.
Una impastata ed anonima zona grigia, senza alcuna tonalità a spiccare nell'uniformità. Eroi soffocati da cravatte e smog, canaglie nascoste dietro doppiopetti e sorrisi compiacenti. Nessuno che abbia più la voglia di partecipare alla lotteria della storia come protagonista del proprio tempo. Nessun Signor Ozymandias, nessun Signor Adolf.
Che triste opera incompiuta che è l'uomo. In possesso del prezioso dono del libero arbitrio, ma incapace di accollarsene le conseguenze.
Ma non pensiate che me ne rammarichi. E' un tempo così eccitante per fare affari, per tipi come me. E ottimi spunti per questo mio diario, questo è certo. E' una pratica rilassante, fra una rovina e l'altra.
Saluti,
Mr. Croup
Dopo tanto tedio, ho trovato rinfrancante notare che la realtà che vi circonda abbia pensato in maniera assolutamente autonoma a darmi piccole soddisfazioni al mio ritorno.
Quando sono caduto in quello sventurato portale, il vostro mondo di Sopra faceva già ribrezzo in maniera spaventevole. Ma io provo ribrezzo all'incirca per qualsiasi creazione dell'umano intelletto, quindi non trovavo la cosa in qualsiasi modo anomala. Ma ora siete stati capaci di disgustarmi, profondamente.
La vostra società non è pura. Oh, non lo è affatto se chiedete il mio parere. Non è nemmeno corrotta nella usuale maniera, vi manca la lucidità ed il coraggio per accollarvi responsabilità e collusioni. E' come una triste ciotola di porridge mescolata con il cucchiaio rigorosamente in senso orario per non richiamare il Diavolo. Tutto queste premure nonostate quest'ultimo sia stato già invitato sovente a colazione.
Una impastata ed anonima zona grigia, senza alcuna tonalità a spiccare nell'uniformità. Eroi soffocati da cravatte e smog, canaglie nascoste dietro doppiopetti e sorrisi compiacenti. Nessuno che abbia più la voglia di partecipare alla lotteria della storia come protagonista del proprio tempo. Nessun Signor Ozymandias, nessun Signor Adolf.
Che triste opera incompiuta che è l'uomo. In possesso del prezioso dono del libero arbitrio, ma incapace di accollarsene le conseguenze.
Ma non pensiate che me ne rammarichi. E' un tempo così eccitante per fare affari, per tipi come me. E ottimi spunti per questo mio diario, questo è certo. E' una pratica rilassante, fra una rovina e l'altra.
Saluti,
Mr. Croup
Caro Diario...no. Delizioso compagno di dissertazioni... no, non va.
Onde evitare spiacevoli disquisizioni future, credo sia appropriato denudare subito le mia elegante e ben tornita anima. Senza troppi giri di parole, tranne gli ovvi divertissment che non si possono rifiutare al proprio estro, chiarificherò la mia posizione etico-morale e provvederò ad etichettarmi prima che qualcuno goffamente ci tenti.
Credo sia poco consono ad un Signore del mio rango abbassarmi nel futuro a riflettere reiteratamente su confuse analisi del mio subconscio. Gli svariati mondi che il Demiurgo ci ha donato sono già fin troppo sozzi di emotivamente sconvolti, le cui condizioni spesso sono aggravate da un'ossessione complusiva per la scrittura.
Quindi eccomi qui a condensare e sublimare in una sola espressione il mio ego, il mio super ego, l'es e qualsiasi altra artificiosa parte del mio essere che vi venga in mente.
Sono il male puro.
Badate bene alla parola "puro", poichè non vorrei che cadeste nell'errore di soppesare la mia autoanalisi in maniera superficiale.
Non sono un cattivone da pellicola dell'orrore statunitense, nè lo psicopatico che brucia nell'acido dei poveri cuccioli di mammiferi. Quella è dozzinale ed autoindulgente malvagità, tentativi di modesta artigianeria.
Io mi ritengo un professionista nel mio campo e vi posso assicurare che il male è altro. E' una vocazione alla destrutturazione, all'annichilimento. Nel continuo flusso e riflusso di idee e concetti superni nell'etere, è necessaria una forza che mini alle fondamenta il pensiero razionale. Poichè esso ha fin troppo zelanti sostenitori perchè vi sia un naturale progresso spirituale.
E' un lavoro brutto essere politicamente scorretto, specialmente se non vi è alcun premio personale nello svolgerlo.
Stasera mi sento in vena di un pizzico di correttezza, perciò uniformerò la definizione di me ai costumi occidentali. Non sono malvagio. Sono Diversamente etico.
Tanti cari auguri,
Mr. Croup
P.s. Se qualcuno vuole premiare i miei sforzi, potrebbe recapitarmi qualche splendido pezzo da collezione in porcellana. Qualche vaso Ming, magari. Adoro masticarli.
Credo sia poco consono ad un Signore del mio rango abbassarmi nel futuro a riflettere reiteratamente su confuse analisi del mio subconscio. Gli svariati mondi che il Demiurgo ci ha donato sono già fin troppo sozzi di emotivamente sconvolti, le cui condizioni spesso sono aggravate da un'ossessione complusiva per la scrittura.
Quindi eccomi qui a condensare e sublimare in una sola espressione il mio ego, il mio super ego, l'es e qualsiasi altra artificiosa parte del mio essere che vi venga in mente.
Sono il male puro.
Badate bene alla parola "puro", poichè non vorrei che cadeste nell'errore di soppesare la mia autoanalisi in maniera superficiale.
Non sono un cattivone da pellicola dell'orrore statunitense, nè lo psicopatico che brucia nell'acido dei poveri cuccioli di mammiferi. Quella è dozzinale ed autoindulgente malvagità, tentativi di modesta artigianeria.
Io mi ritengo un professionista nel mio campo e vi posso assicurare che il male è altro. E' una vocazione alla destrutturazione, all'annichilimento. Nel continuo flusso e riflusso di idee e concetti superni nell'etere, è necessaria una forza che mini alle fondamenta il pensiero razionale. Poichè esso ha fin troppo zelanti sostenitori perchè vi sia un naturale progresso spirituale.
E' un lavoro brutto essere politicamente scorretto, specialmente se non vi è alcun premio personale nello svolgerlo.
Stasera mi sento in vena di un pizzico di correttezza, perciò uniformerò la definizione di me ai costumi occidentali. Non sono malvagio. Sono Diversamente etico.
Tanti cari auguri,
Mr. Croup
P.s. Se qualcuno vuole premiare i miei sforzi, potrebbe recapitarmi qualche splendido pezzo da collezione in porcellana. Qualche vaso Ming, magari. Adoro masticarli.
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